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Sede e storia del museo

L’edificio risale al 1879 ed accoglie in origine una scuola elementare femminile, costruita a fronte dell'incremento demografico che accompagna la realizzazione alla Spezia dell'Arsenale militare. Nel 1923 ai banchi di scuola si sostituiscono quelli più austeri del Tribunale civile e penale; tale destinazione attraversa il periodo bellico - con ingenti danni subiti durante i bombardamenti del 1943 e conseguente riedificazione nel 1950 nel rispetto del disegno precedente - fino al 1994, quando l'istituzione trova una nuova sede nel Palazzo di Giustizia progettato da Ignazio Gardella in altra zona della città. Lo stabile rimane inutilizzato fino a quando lo si individua quale possibile contenitore delle raccolte civiche di arte contemporanea, sempre più cospicue.  
L’attuale struttura museale è frutto di complessa trasformazione e ampliamento - ad opera dell'arch. Chiara Bramanti - che si articola in tre livelli espositivi e due ampie terrazze, in un esteso vano che ospita la scala a ventaglio e un ascensore vetrato.

Il CAMeC, così come lo conosciamo oggi, nasce il 23 maggio 2004 per consegnare alla città e ospitare in una sede adeguata i considerevoli fondi artistici provenienti dalle edizioni del Premio del Golfo e dalle donazioni Cozzani e Battolini. Alla esposizione a rotazione delle raccolte permanenti si affianca la realizzazione di mostre che documentino i diversi ambiti della produzione attuale o del contemporaneo storico. Ricordiamo le grandi mostre dedicate a Jean Tinguely e Bruno Munari, Fausto Melotti, Michelangelo Pistoletto e Cittadellarte, Concetto Pozzati, Enrico Baj, Giulio Turcato; le ricognizioni dedicate alla giovane produzione italiana e internazionale (svizzera, tedesca, cinese); l’approfondimento di correnti ed eventi del Novecento in collaborazione con altre realtà museali; le digressioni monografiche di grande rilievo. Moltissimi gli autori per i quali è stato concepito un progetto espositivo originale: fra gli altri Marco Gastini, Renato Ranaldi, Din Matamoro, Bizhan Bassiri, Jan Dibbets, Romano Rizzato, Diet Sayler, Enrico Paulucci, Paolo Icaro, Giovanni Campus, Edith Schloss, Luca Matti, Omar Galliani, Eliseo Mattiacci, Jonathan Guaitamacchi, Giovanni Frangi, Walter Valentini; gli spezzini Mauro Manfredi, Francesco Vaccarone, Giuliano Tomaino, Marco Casentini, Gianluca Lerici - prof. Bad Trip, Angelo Prini, Elisa Corsini, Mirko Baricchi.

Oltre ad ospitare dibattiti e giornate di studio e a registrare in senso più generale la cultura dell’oggi, il CAMeC possiede un dipartimento didattico che propone attività di educazione all’arte, rivolta sia alle istituzioni scolastiche, sia al pubblico generico. Unico caso fra i musei cittadini, fin dalla sua apertura organizza progetti e laboratori di arte-terapia.

Tra gli altri, hanno curato mostre nei suoi spazi: Eleonora Acerbi, Giosuè Allegrini, Diego Ballani, Pietro Bellasi, Jacopo Benassi, Tristan Boniver, Mara Borzone, Mario Botta, Daniele Capra, Doriana Carlotti, Cassina, Francesca Cattoi, Maurizio Cavalli, Roberta Cerini Baj, Mario Commone, Cinzia Compalati, Lara Conte, Bruno Corà, Valerio P. Cremolini, Maddalena D’Alfonso, Bettina Della Casa, Jenamarie Filaccio, Alberto Fiz, Matteo Fochessati, Galleria Il gabbiano arte contemporanea (Fernando Andolcetti, Cosimo Cimino, Mario Commone), Cristiano Guerri, Peter Frank, Walter Guadagnini, Miroslava Hájek, Matteo Lucchetti, Guido Magnaguagno, Saul Marcadent, Roberto Mastroianni, Marco Meneguzzo, José Jimenez, Jiang Mei, Vanessa Milan, Roberto Mutti, Ordine degli Architetti della Spezia, Maria Perosino, Matteo Pollini, Progettotre Studio Associato, Folco Quilici, Marzia Ratti, Laura Riccio, Emanuela Sesti, Francesca V.Sommovigo, Pia Spagiari, Angelika Stepken, Walter Vallini, Andrea Zanetti.