it_flag en_flag

Mostre in corso

28 gennaio dalle 13.00 alle 18.00 
apertura della mostra Paolo Mottura. Pinocchio, Carême e altre storie
ingresso gratuito

Paolo Mottura

Pinocchio, Carême e altre storie

Interprete del fumetto, molto noto per la sua collaborazione con la Walt Disney, Paolo Mottura espone al CAMeC altri e meno conosciuti versanti del suo lavoro, che si distingue per il segno talentuoso, la tecnica preziosa e versatile, l’adozione di storie originali e appassionanti.
Il progetto espositivo, allestito al piano 2 del Centro, si articola attraverso numerosi racconti illustrati, a partire dall’ultimo suo lavoro, dedicato alla più celebre e rappresentata fiaba per l’infanzia, “Pinocchio” (Edizioni NPE, 2021) con una serie di tele e di carte colorate che ne reinterpretano gli episodi e sviluppano una particolare metafora intorno all’invenzione collodiana. Seguono diverse tavole preparatorie originali di un’altra importante produzione, “Carême” (Les Humanoïdes Associés, 2009), un’ode all’amicizia, scritta da Christophe Bec, che delinea la travagliata avventura di due uomini dall’indole solitaria: Martinien Fidèle, un gracile rappresentante di aspirapolveri smarrito tra le montagne, e Aimé Carême, un restauratore di dipinti, spirito arguto oggetto di scherno a causa della sua straordinaria obesità. Ancora francese “Deus” (Soleil, 2008), romanzo grafico dall’ambientazione storica e dal contenuto attualissimo, il cui protagonista è una creatura umanoide – l’Uomo Nuovo – che sembra invulnerabile alle malattie. Dopo “Carême” e “Deus”, “Redemption” (Dupuis, 2009) segna la terza collaborazione tra Paolo Mottura e Christophe Bec, che qui affrontano il tema dell’uomo senza un passato, dello straniero che arriva in una città sconosciuta, fantasma, non a caso chiamata “Death” o “Redemption”. Ancora alcuni disegni per il racconto visionario “Hanté” (Soleil, 2008), per l’audiolibro dedicato ai bambini “Per me si va nella grotta oscura” (Voglino Editrice, 2016) e per tre romanzi e racconti di Stefano Benni: “Terra!”, “Il nuovo libraio”, “Il sax del Nuvola rossa”.
In esposizione, inoltre, un lavoro eminentemente pittorico, che rende conto di un Paolo Mottura sconosciuto al grande pubblico e della sua predilezione per la sperimentazione materica: “No graffiti”, del 1998.
Da segnalare, infine, un contributo fondamentale per connotante il progetto inedito della mostra al CAMeC: un intervento site-specific, realizzato sulla parete del corridoio; un grande disegno ad acrilico che rappresenta l’autore stesso, circondato da oggetti e personaggi protagonisti delle sue ‘storie’ e legati alle passioni che coltiva insieme all’arte, quali la musica e il contrabbasso.

Paolo Mottura nasce a Pinerolo (TO) nel 1968. Nel 1989 inizia a pubblicare con la Disney Italia, all’epoca Arnoldo Mondadori Editore, lavorando da allora su “Topolino, Minni & Company”, “Paperinik” e “PKNA (Paperinik New Adventures)”, nonché per la sezione Disney books. La prima sceneggiatura disegnata in Disney è “Zio Paperone e il mistero dell’Olimpo” di Giorgio Pezzin. Tra le numerosissime storie rappresentate a fumetti possiamo ricordare “Dalla parte sbagliata” (1998) e “L'ombra del drago” (1999), scritte entrambe da Tito Faraci, “Topolino e la valle della dimenticanza” (2001) di Rudy Salvagnini. Nel 1998 riceve il premio “Topolino d’oro” per la migliore storia Disney del 1997. Collabora anche con altri editori e testate come “Il Sole 24 Ore” e “La Stampa”. Dal 2003 lavora con l’editore francese Les Humanoïdes Associés, per il quale disegna la serie “Carême” con cui si aggiudica il premio “Albert Uderzo 2005” come miglior nuovo talento. Dal 2007 inizia una collaborazione con l’editore Soleil Productions per cui pubblica “Deus” su testi di Bec/Betbeder e dal 2008 con Dupuis con il quale dà alle stampe “Redemption”. Nel 2010 disegna, insieme all’amico Fabio Celoni, l’adattamento a fumetti del videogioco “Epic Mickey” sceneggiato dallo statunitense Peter David e la graphic novel del film “Tron: Legacy”. Dal 2011 inizia a collaborare con Sergio Bonelli Editore per cui pubblica tra l’altro una storia di “Dylan Dog”, scritta da Barbara Baraldi, ed illustra, su sceneggiatura di Fausto Vitaliano, un numero di “Le Storie”. Più recentemente Paolo Mottura si è impegnato nelle grandi parodie, legate ad opere letterarie e cinematografiche, tra le quali “Topolino e il ritorno alla dolce vita”, sceneggiata da Roberto Gagnor e Marco Ponti,” On the road” di Fausto Vitaliano, “Moby Dick” e “Metopolis”, scritte da Francesco Artibani.

 

CREDITS

Mostra promossa da
Comune della Spezia
Sindaco e Assessore alla cultura, Pierluigi Peracchini
Dirigente Servizi culturali, Massimiliano Curletto

e prodotta da
CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea

con il contributo di
Coop Liguria
Enel

a cura di
Eleonora Acerbi e Cinzia Compalati con la collaborazione di Cristiana Maucci

coordinamneto
Vanni Varalda

progetto grafico
Gabriele Menconi

Ufficio stampa 
Comune della Spezia
Luca Della Torre | Tel. +39 0187 727324  ufficiostampa@comune.sp.it

CSArt Comunicazione per l'arte
Chiara Serri | Tel. +39 348 7025100
chiara.serri@csart.it 

 

 
 

 

P. 2

28 gennaio / 1° maggio 2022

 

Jacques Toussaint

Arte e design nel Golfo dei Poeti 1967/1987

Jacques Toussaint. Arte e design nel Golfo dei Poeti 1967 | 1987, a cura di Giosuè Allegrini e Marzia Ratti, documenta il lavoro prodotto da Toussaint nel ventennio di soggiorno a Lerici tra gli anni Sessanta e Ottanta, nel vivacissimo clima culturale del famoso borgo ligure, frequentato da personalità della cultura e dell’arte come Attilio Bertolucci, Valentino Bompiani, Silvio Coppola, Vico Magistretti, Giorgio Soavi, Mario Spagnol, Mario Soldati.
L’esposizione si concentra in particolare sulla prima mostra di arte e design dal titolo Le due realtà, organizzata da Toussaint al Castello di Lerici nell’estate del 1969, originale confronto dialettico intorno al tema dell’uso della tecnologia e dei nuovi materiali che le ricerche industriali stavano mettendo a disposizione del mondo della produzione e anche delle arti.
Il visitatore inoltre potrà approfondire la produzione di design che Toussaint progettò e rese famosa in quegli anni, dalla sedia in alluminio e selleria cui diede significativamente il nome di Golfo dei Poeti, al tavolo Pontile, ispirato all’imbarcadero di Lerici che l’autore poteva contemplare ogni mattina dall’ampia vetrata della sua casa in salita Arpara.
Sono presenti inoltre lavori artistici realizzati nell’atelier ligure, che documentano il rapido passo compiuto da Toussaint in direzione di una ricerca geometrica e segnica, caratterizzata dalla presenza del blu, anch’esso collegabile alle suggestioni maturate nell’ambiente ligure.
Per offrire la possibilità di valutare l’iter creativo di Jacques Toussaint, sviluppatosi in più di cinquant’anni di lavoro, i curatori e l’autore stesso hanno voluto inserire in chiusura un intervento artistico significativo dello spirito attuale di ricerca, che si fonda sulla volontà dell’artista di sottrarre la sua proposta ad una mera osservazione da parte del pubblico per renderlo a sua volta partecipe e protagonista. Varcata la soglia di uno spazio immersivo, il visitatore potrà sostare in una installazione site specific, che gli consentirà di concentrarsi sui propri pensieri e su se stesso. Accompagnata dall’evocativo titolo Souvenirs de la terre, composta da elementi illuminanti al neon blu e una proiezione video, suggerisce una presa di posizione portatrice solo di ricordi positivi. Un modo discreto e personale di Toussaint di prendere le distanze dalla propria realtà per non imporre una visione autoreferenziale del proprio mondo.

Nato a Parigi nel 1947, Jacques Toussaint inizia la sua attività artistica in Italia nel 1971 dopo aver studiato all'Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi. Dopo le sue prime mostre in Francia e in Italia, inizia parallelamente ad interessarsi al design del mobile e per diversi anni sarà consulente per alcune importanti società di arredamento, come Bernini, Interflex e Matteo Grassi; per quest’ultima sviluppa una linea di prodotti e svolge la funzione di art director. Alla fine del 1985 crea il marchio Atelier quale sintesi delle sue precedenti esperienze, con il fine di produrre progetti affidati a designers emergenti, come Hans-Peter Weidmann, Wolfgang Laubersheimer, Hannes Wettstein, o più affermati come Toshiyuki Kita, Ross Littell e Verner Panton. Con Atelier si dedica inoltre alla riedizione di progetti firmati da maestri di livello internazionale come Alvar Aalto, Alfred Roth, Werner Max Moser, Hans Georg Bellmann e Giuseppe Terragni. A partire dal 1993 collabora alla definizione di una nuova collezione di oggetti in carta riciclata per la Arbos di Solagna. Nel 1997 crea Glass Works, una collezione di specchi nata dalla ricerca sul vetro, e nel 1998 Connections, una collezione di oggetti artistici che intende mettere in evidenza le connessioni esistenti tra persone e cose che hanno influenzato il suo lavoro. A partire dal 2000 Toussaint inizia ad elaborare una serie di installazioni in situ di particolare rilievo e in costante evoluzione in relazione agli spazi, che, oltre a procurare una forma di straniamento nello spettatore, conciliano la meditazione. Questo filone trova il suo inizio nella mostra Tra sogno e realtà organizzata dalla Galleria Arsenal nello spazio di Palazzo Branicki a Bialystok (PL), alla quale seguono interventi presso la Fondazione Cocchi nelle Torri dell'Acqua di Budrio e ancora nella chiesa sconsacrata di San Francesco a Pordenone con la mostra In Itinere, per arrivare all’ambizioso progetto… Que du bleu! a cura di Luigi Cavadini, realizzato negli ampi spazi della galleria di Palazzo delle Stelline presso l’Institut Français di Milano. L’artista francese è stato varie volte invitato a presentare i suoi lavori al Museo Casabianca di Malo (Vicenza), istituzione che illustra attraverso opere grafiche e non solo le varie tappe dell'arte contemporanea internazionale dal 1960 ai nostri giorni. Dopo aver realizzato una serie di interventi artistici in edifici religiosi dalla storia antica, nel 2019 indirizza la sua attenzione verso le qualità intrinseche dell’architettura moderna, scegliendo la chiesa di Santa Maria Assunta di Riola di Vergato, frutto di una lunga progettazione dell’architetto finlandese Alvar Aalto (1898-1976), per una installazione composta di video e di luci, presentata nel 2020 cui seguirà nel gennaio prossimo anno un nuovo intervento artistico. Il lungo lavoro di analisi e rivisitazione di 50 anni di attività che ha preceduto la pubblicazione della monografia Jacques Toussaint. Arte 1967/2017, ha inoltre ulteriormente rinnovato il suo modo di fare ricerca, che trova in questa mostra della Spezia, nell’opera Galassia CAMeC/JT-840 x 675 h 500 SP, una originale documentazione. Sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti del Denver Art Museum (USA), della Die Neue Sammlung di Monaco di Baviera (D), del Kunstgewerbemuseum di Berlino (D), del Museo Nazionale di Poznan (PL) e della Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Forti di Verona.
http://www.jacquestoussaint.com

CREDITS

Mostra promossa da
Comune della Spezia
Sindaco e Assessore alla cultura, Pierluigi Peracchini
Dirigente Servizi culturali, Massimiliano Curletto

e prodotta da
CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea

in collaborazione con
Piccolo Museo del Progetto
Kumo Design

con il contributo di
Coop Liguria
Enel

a cura di: Giosuè Allegrini e Marzia Ratti
direzione del progetto: Eleonora Acerbi in collaborazione con Cinzia Compalati e Cristiana Maucci
progetto grafico della mostra: Sarah Fontana, Vincenzo Nardino

COMUNICAZIONE 
Ufficio stampa Comune La Spezia: Luca Della Torre | Tel. +39 0187 727324 | ufficiostampa@comune.sp.it
CSArt – Comunicazione per l’Arte: Chiara Serri | Tel. +39 0522 1715142 | Cell. +39 348 7025100 | info@csart.it| www.csart.it
Press Kit: https://bit.ly/CAMeC_2021 

P. 1 

28 ottobre 2021 / 13 marzo 2022

 

Sabrina D'Alessandro

Resurrezioni, Insurrezioni, Azioni 2009-2021

Il CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia presenta un inedito progetto espositivo dedicato a Sabrina D’Alessandro e al suo URPS - Ufficio Resurrezione Parole Smarrite. L’attività di questo Ufficio, fondato dall’artista nel 2009, consiste nel ricercare parole poco o per nulla usate e nel riportarle all’attenzione trasformate in opere d’arte visiva e performativa (video, sculture, installazioni, azioni), ma anche in libri e rubriche illustrate. Così il pluriennale lavoro di ricerca e divulgazione dell’artista milanese ha creato un nuovo connubio tra arte e lessicografia, contribuendo in modo sostanziale a ispirare anche l’interesse per il tema delle parole rare o in via di estinzione, oggi sempre più diffuso in ambito accademico, editoriale, mediatico.

La mostra - a cura di Eleonora Acerbi e Cinzia Compalati - ripercorre i momenti cardine del lavoro dell’artista dall’anno di fondazione dell’Ufficio Resurrezione a oggi e si articola negli spazi del piano 0 del Centro.

La sala 1 ospita l’installazione sonora Parole parlanti (2001-2021), attraverso cui Sabrina D’Alessandro restituisce ai vocaboli ritrovati il loro valore di opere d’arte. Seperoso, raplaplà, redamazione… parole preziose, incise in oro a caldo su tela rossa. La prima percezione è quella di un brusio generale, metafora dell’offuscamento e del graduale smarrimento delle parole nel mare magnum di un linguaggio in continua evoluzione; avvicinandosi a ciascuna parola, emerge poi la sua voce distinta: un motto, un aforisma, una poesia attraverso cui l’artista ne evoca e ne interpreta il senso. Il lavoro di Sabrina D’Alessandro gioca sempre fra domande e risposte che creano a loro volta cortocircuiti e nuove domande. Fino ad arrivare all’opera in marmo, acciaio e ottone in mezzo alla sala: il Farlingotto, «scultura poliglotta che insegna a tacere in 12 lingue» (2020, courtesy Museo d’arte per bambini | Santa Maria della Scala, Siena). Ancora, a parete, un quadro-archivio che contiene parole amate «benché non ancora resuscitate» (2010).

La sala 2 presenta opere basate sulla dimensione antropologica e psicologica, come i “ritratti della personalità” (2010-2016), macchine “psicomagiche” prodotte dal Sabrina D’Alessandro dopo aver vissuto per due giorni nella casa del soggetto ritratto e aver partecipato al suo quotidiano: ritratti dell’anima, in cui il processo relazionale diventa parte integrante dell’opera. È poi allestita la XVI tappa del Terriculoso Censimento Peculiare, installazione itinerante che invita il pubblico a scegliere «la parola del passato che esprime il difetto umano più diffuso nel presente». L’installazione, portata dall’artista in varie città europee, ma anche tra i detenuti di un carcere e i frati di un monastero, è accompagnata da un video documentale e dalle Computazioni, che traducono i risultati del Censimento in opere cromatiche. Chiude la sala l’installazione inedita Redamare, ovvero amare ed essere amati. Parola con cui D’Alessandro ha composto il gioco della campana, «un invito a percorrerne lo schema sillabando il verbo, e a farlo proprio attraverso la dimensione ludica».

La sala 3 presenta una panoramica delle opere video di Sabrina D’Alessandro, dalle poetiche video-parole (2010-2013), «frammenti di bellezza» ripresi per caso e poi associati a una parola, ai binomi linguistici mimati dalla Divisione Mutoparlante (2015), passando per le poliglotte Parole al balcone (allestite a Suzzara nel 2018 e declamate da una banda musicale) e la visionaria Guizzìpeda: gara podistico-linguistica (2021) in cui i corridori hanno dato il loro fiato e le loro gambe alle parole del respiro. Fino alla parola antichissima e modernissima ritrovata durante la quarantena del 2020, Affatato: invulnerabile… per incantamento.

Il Dipartimento educativo del Centro inoltre attraverso l’ultimo volume di Sabrina D’Alessandro Accendipensieri – edito da Rizzoli nel 2021 e rivolto all’infanzia – ha progettato dei percorsi dedicati alla sensibilizzazione della lingua italiana rivolti alle scuole primarie.

Il lavoro di Sabrina D’Alessandro (Milano, 1975) esplora il rapporto tra parola e immaginario, combinando arte e linguistica.  Nel 2009 fonda l’URPS (Ufficio Resurrezione Parole Smarrite): “Ente preposto al recupero di parole smarrite benché utilissime alla vita sulla Terra”. Il suo lavoro, segnalato dall’Enciclopedia Treccani, è stato esposto in luoghi pubblici e privati dell’arte e della cultura in Italia e all’estero ed edito, tra gli altri, da Rizzoli (Accendipensieri, 2021 e Il Libro delle Parole Altrimenti Smarrite, 2011), la Domenica del Sole24Ore (Dipartimento Parole Imparavolate, 2016-2017), Sky Arte (Divisione Mutoparlante, 2016). Nel 2018 il 50º Premio Suzzara premia e produce le sue opere d’arte pubblica Parole al balcone e Fannònnola. Dal 2016 porta avanti un censimento sui difetti umani in forma di installazione itinerante, ospitata da varie città italiane ed europee tra cui San Pietroburgo in occasione della XVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. Nel 2020 due sue opere entrano a far parte della Collezione Farnesina e il portale Treccani dedica uno speciale al lavoro dell’Ufficio Resurrezione analizzandone i vari campi d’azione (dalla ricerca lessicografica alla messa in scena delle parole attraverso opere d’arte visiva e performance, dai prodotti editoriali ai progetti didattici in collaborazione con scuole e musei). Per approfondimenti: http://sabrinadalessandro.com, www.ufficioresurrezione.com
 
 

CREDITS

Mostra promossa da
Comune della Spezia
Sindaco e Assessore alla cultura, Pierluigi Peracchini
Dirigente Servizi culturali, Massimiliano Curletto

e prodotta da
CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea

con il contributo di
Coop Liguria
Enel

a cura di: Eleonora Acerbi e Cinzia Compalati
testo critico di: Pietro Gaglianò
ufficio prestiti: Cristiana Maucci
progetto grafico: Gabriele Menconi

COMUNICAZIONE
Ufficio stampa Comune La Spezia: Luca Della Torre | Tel. +39 0187 727324 | ufficiostampa@comune.sp.it
CSArt – Comunicazione per l’Arte: Chiara Serri | Tel. +39 0522 1715142 | Cell. +39 348 7025100 | info@csart.it| www.csart.it
Press Kit: https://bit.ly/CAMeC_2021  

 

P. 0 

8 ottobre, 2021 / 20 marzo 2022

 
 

 

La stanza del colore



 
 

 

P. 0
prossimamente

 

Eleonora Roaro

FIAT 633NM

Nuovo allestimento per la Project Room del CAMeC che ospita la video installazione “FIAT 633NM” di Eleonora Roaro, progetto vincitore dell’avviso pubblico “Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere” promosso dalla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Tra le 293 candidature totali ricevute, l’artista milanese è risultata tra i 20 autori selezionati per la Sezione Under 35. Curato da Cinzia Compalati, il progetto è presentato al pubblico in occasione della XVII edizione della Giornata del Contemporaneo AMACI sabato 11 dicembre alle ore 16.00.

“Cantica21” mira a promuovere la ricerca e la pratica sulle arti visive contemporanee, con l’obiettivo di sostenere e valorizzare l’operato di artisti italiani favorendone, in particolare, il rilancio nei sistemi culturali e sui mercati internazionali, attraverso la produzione di nuove opere d’arte e l’organizzazione di una grande mostra diffusa veicolata dalle sedi della rete diplomatico-consolare e degli Istituti Italiani di Cultura. L’iniziativa vuole ampliare l’offerta di contenuti artistici del Paese, promuovendo la presenza di artisti italiani nel sistema dell’arte contemporanea internazionale: le opere selezionate saranno, infatti, esposte in una grande mostra d’arte diffusa che avrà luogo negli Istituti Italiani di Cultura, nelle Ambasciate e nei Consolati di tutto il mondo. Con l’ideazione dei progetti e la loro successiva realizzazione, “Cantica21” intende, inoltre, creare un fondo di opere destinato all’incremento delle collezioni pubbliche italiane di arte contemporanea: l’opera di Eleonora Roaro entrerà a far parte delle collezioni del CAMeC, dove è esposta in anteprima.

Per “Cantica21” Eleonora Roaro presenta una video installazione dal titolo “FIAT 633NM”. Il progetto, a partire dal suo archivio familiare costituito da circa 360 fotografie del 1937-38, mira ad analizzare criticamente e a decostruire il ruolo delle imprese coloniali d’epoca nell’Africa Orientale Italiana (A.O.I., attualmente Etiopia, Eritrea e Somalia), spesso cancellate dalla memoria collettiva o nostalgicamente falsificate. Il video si focalizza su 52 immagini relative ai camion FIAT fotografati ossessivamente in più occasioni. Poiché le infrastrutture erano per Mussolini uno strumento di propaganda che poneva enfasi su aspetti di modernità e progresso, gli autocarri FIAT diventano emblema della retorica coloniale. Le immagini dei camion sono in dialogo con cartoline panoramiche degli anni ’30 del deserto etiope, che alludono all’idea coloniale di terra incontaminata da conquistare, assemblate tra loro per creare un paesaggio immaginario, sonorizzato da Emiliano Bagnato con tape loops di Washint (tradizionale flauto etiope in legno). La traccia audio in primo piano invece è una manipolazione della marcia militare “Seconda Fantasia Ascari Eritrei” degli anni ’30 (dall’Archivio della Discoteca di Stato - Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, Roma) in cui i soldati eritrei dell’Africa Italiana Orientale, su una melodia tribale e ipnotica, ripetono “Viva l’Italia!”, “Mussolini!”, “Viva il Re!”.

Eleonora Roaro (Varese, 1989) è artista visiva e ricercatrice. Ha studiato Fotografia (BA – IED, Milano), Arti Visive e Studi Curatoriali (MA – NABA, Milano) e Contemporary Art Practice (MA – Plymouth University, Plymouth). La sua ricerca si focalizza sulle immagini in movimento, con un particolare interesse per il video, le pratiche d’archivio e l’archeologia del cinema. Il suo lavoro è stato esposto a partire dal 2011 in numerosi musei e gallerie come La Triennale (Milano), Fabbrica del Vapore (Milano), Casa degli Artisti (Milano), MACRO (Roma), CAMeC (La Spezia), E-Werk (Friburgo), Maison de la Culture (Clermont-Ferrand), La Friche (Marsiglia), Fiesta Cultural Center (San Paolo), Luisa Catucci Gallery (Berlino). Nel 2019 è stata assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Udine per il progetto “Realtà aumentata e realtà virtuale per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale” e nel 2020 ha svolto una residenza artistica presso Casa degli Artisti (Milano). Per il 2020-22 è parte del progetto vincitore del MISTI Global Seed Fund dell’MIT. (Boston) e della Regione Friuli-Venezia Giulia dal titolo “Sensing Dolce Vita: An Experiment in VR Storytelling”, co-finanziato da una borsa di studio della Fondazione Adolfo Pini (Milano). I suoi articoli e saggi sono stati pubblicati su diverse riviste come “Alfabeta2”, “Alphaville”, “D’ARS”, “Doppiozero”, “Espoarte”, “Flash Art”, “Juliet”, “Hot Potatoes”, “L’Avventura”, “Nazione Indiana”, “Noemalab”, “Scenari”, “Segno”. Vive e lavora a Milano. Per approfondimenti: www.eleonoraroaro.com.

CREDITS E INFO

Progetto vincitore dell’avviso pubblico “Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere” - Sezione Under35, promosso dalla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

progetto sostenuto da
Comune della Spezia
Sindaco e Assessore alla cultura, Pierluigi Peracchini
Dirigente Servizi culturali, Massimiliano Curletto
e
CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea

a cura di: Cinzia Compalati
sound design: Emiliano Bagnato
opening: 11 dicembre ore 16.00
apertura al pubblico: 11 dicembre 2021 – 1 maggio 2022
ufficio stampa Comune La Spezia: Luca Della Torre | Tel. +39 0187 727324 | ufficiostampa@comune.sp.it
CSArt – Comunicazione per l’Arte: Chiara Serri | Tel. +39 0522 1715142 | Cell. +39 348 7025100 | info@csart.it| www.csart.it

Press Kit CAMeC: https://bit.ly/CAMeC_2021

 

P.2 
11 dicembre 2021 / 1 maggio 2022