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Mostre in corso

In ottemperanza al D.L. n°105 del 23 luglio 2021, a partire dal 6 agosto l'ingresso al museo sarà possibile solo dietro presentazione di certificato verde (Green Pass) cartaceo o digitale 

CLAY VS LISTON

Basquiat e gli inediti della collezione Cozzani

Il progetto espositivo si articola intorno ad un prestigioso prestito e a un ospite illustre: due sezioni autonome e insieme congiunte presentano una selezione di opere inedite dalla raccolta Cozzani e il dipinto di Jean-Michel Basquiat, Clay Liston, cui sono dedicate una sala e un’ampia digressione. Il legame fra il lavoro del notissimo autore statunitense e gli altri qui radunati è molto stretto: grazie a questa mostra esso potrà ricongiungersi alla collezione cui apparteneva, la silloge composta nel corso del tempo dai coniugi spezzini Giorgio e Ilda Cozzani e nel 1998 donata alla città e al CAMeC.

Le altre sale propongono una miscellanea di oltre 40 opere di altrettanti autori, come si è detto attinta dalla collezione Cozzani e contraddistinta dalla novità espositiva, trattandosi di lavori inediti, mai usciti dai depositi dopo la donazione e l’ingresso nelle raccolte permanenti del CAMeC. L’excursus intende palesare l’ampiezza documentaria della raccolta e il gusto eclettico, onnivoro, enciclopedico e spesso pionieristico del suo artefice. Giorgio Cozzani affianca all’autorevole professione medica (fu primario dermatologo presso l’ospedale della Spezia) la passione per l’arte, dedicandosi in particolare alla produzione contemporanea internazionale. Raccoglitore inesausto e girovago, visita regolarmente la Biennale di Venezia, Documenta a Kassel, ma anche le più importanti gallerie di Londra e Parigi. Alla sua curiosità e al suo fiuto si deve il comporsi di una collezione singolare, caratterizzata dall'assenza di evidenti passioni e vincolanti predilezioni, ma piuttosto sostenuta da un'aperta e lungimirante curiosità, dall’esigenza di aggiornamento costante e di registrazione puntuale. Ne è sortita infine una congerie vastissima: oltre millecento opere, fra sculture, dipinti, grafica, fotografia ed esiti 'altri' delle arti visive del XX secolo. La mostra intende appunto ritrovare e dar voce a questo distintivo nomadismo nella ricerca e nella scelta, partendo da una tela ottocentesca di Niccolò Cannicci, apprezzato fiancheggiatore dei Macchiaioli, documentando l’interesse per autori indigeni di vaglia (un inconsueto scorcio urbano di Giuseppe Caselli, un giovanile e interessante cimento Novecentesco di Vincenzo Frunzo, un paesaggio di Augusto Magli, un saggio del raffinato Informale di Giancarlo Calcagno, una tela appartenente al ciclo delle Forme di Francesco Vaccarone, un lavoro estroflesso di Mauro Fabiani), per artisti italiani esponenti dei più diversi ambiti di ricerca (fra gli altri Sergio Dangelo, Mimmo Germanà, Bruno Mancinotti, Plinio Mesciulam, Silvio Pasotti, Piero Pizzi Cannella, Salvo, Emilio Scanavino, Claudio Verna) e quello per autori stranieri, alcuni dei quali arcinoti oltralpe ma raramente presenti in raccolte pubbliche italiane, qui documentati grazie all’acume e alla curiosità del collezionista (fra gli altri Eduardo Alcoy i Lázaro, George Condo, Frank Dale, Martin Disler, Joel Fisher, Cristina Iglesias, Joe Jones, Jean Messagier, Juan Munoz, Stephen Rosenthal, Edward Ruscha, Olivier Strebelle, Hervé Télémaque, Franz West).

In consonanza con la mostra ospitata al piano 2, la Project room accoglie una selezione di Inediti dalle nuove donazioni, opere acquisite grazie alla generosa elargizione di artisti, loro eredi e collezionisti, esposte per la prima volta dall’ingresso al CAMeC.

Questo l’elenco completo degli autori presenti in Clay vs Liston. Basquiat e gli inediti della collezione Cozzani: Mario Abis, Eduardo Alcoy i Lázaro, Jean-Michel Basquiat, Pompeo Borra, Giancarlo Calcagno, Niccolò Cannicci, Carmelo Cappello, Giuseppe Caselli, George Condo, Frank Dale, Sergio Dangelo, Martin Disler, Enzo Esposito, Mauro Fabiani, Joel Fisher, Vincenzo Frunzo, Mimmo Germanà, Chin Hsiao, Cristina Iglesias, Joe Jones, Brahim Kodra, Marco Lodola, Augusto Magli, Bruno Mancinotti, Plinio Mesciulam, Jean Messagier, Juan Munoz, Salvatore Paladino, Silvio Pasotti, Piero Pizzi Cannella, Stephen Rosenthal, Mario Rossello, Edward Ruscha, Salvo, Emilio Scanavino, Giacomo Soffiantino, Jesús-Rafael Soto, Olivier Strebelle, Francesco Tabusso, Hervé Télémaque, Ampelio Tettamanti, Nino Tirinnanzi, Francesco Vaccarone, Claudio Verna, Franz West.

Questi gli autori esposti nella Project room: Fernando Andolcetti, Pier Giulio Bonifacio, Giovanni Campus, Cosimo Cimino, Paolo De Nevi, Mauro Fabiani, Diego Gadir, Ruggero Maggi, Mauro Manfredi, Sauro Rollandi, Pino Saturno, Turi Simeti, Francesco Siani, Alberto Sordi, Luigi Tola, Giuliano Tomaino.

 

CREDITS

Mostra promossa da
Comune della Spezia
Sindaco e Assessore alla cultura, Pierluigi Peracchini

e prodotta da
CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea
Dirigente Servizi culturali, Massimiliano Curletto

con il contributo di
Coop Liguria
Enel

a cura di
Eleonora Acerbi e Cinzia Compalati con la collaborazione di Cristiana Maucci

Progetto grafico
Publisystem, La Spezia

Ufficio stampa Comune La Spezia
Luca Della Torre | Tel. +39 0187 727324  ufficiostampa@comune.sp.it

 

 
 

 

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27 aprile / 7 novembre 2021

 

Still, Still Life

La natura morta nelle collezioni del CAMeC

Con Still, Still life il CAMeC accoglie un’ulteriore e inedita selezione dalle raccolte permanenti affrontando un tema cardine della storia dell’arte, la natura morta. In epoca contemporanea la natura morta - o natura in posa, o still life nella sua efficace accezione anglosassone - si rinnova e incontra molte e discordanti chiavi di interpretazione, intatto il dialogo, fisico e metafisico, fra arte e oggetto.

Il CAMeC propone un’ampia rivisitazione del tema attraverso pronunciamenti molto diversi attinti da tutti i fondi delle proprie raccolte, nel segno della relazione biografica, concettuale, strumentale, poetica e magica che vincola l’uomo all’oggetto, naturale o manufatto, da sempre e probabilmente per sempre argomento della ricerca dell’artista.

Il progetto espositivo si dipana attraverso l’accostamento di opere che dialogano fra loro dimostrando la persistenza del genere nell’affinità o distanza del linguaggio formale: nel comune riferimento al tema di tradizione, il visitatore incontra ed è sollecitato a confrontare identici vocaboli in diversi componimenti, compiendo ad un tempo un percorso attraverso alcune fra le più rilevanti correnti della seconda metà del XX secolo. Fil rouge, appunto, la sopravvivenza del genere in epoca contemporanea in alcune anche distanti declinazioni: dall’intimismo delle nature in posa di de Pisis, Slabbink e Tosi, all’aggiornamento postcubista (Basso, Santomaso), al paradigma morandiano in un’acquaforte del ‘61, all’opzione astratta ancorché memore del tema (Montarsolo, Spinosa), alla virtuosa e poetica verosimiglianza, alla dissacrazione pop e novo-realista (Pozzati, Wesselmann, Spoerri, Tadini), oltre a numerose ulteriori interpretazioni, comprendenti anche l’impiego della calcografia, sovente raffinata depositaria di questa indagine.

Il progetto espositivo include anche diverse opere non strettamente riconducibili al genere ma nelle intenzioni della mostra assimilate ad esso: si tratta di rappresentazioni fondate sulla preminenza dell’oggetto, selezionate per il loro riverbero simbolico, oltre che per la consonanza ed il dialogo generati dall’accostamento ad altre (fra gli altri, i lavori di Boetti, Kounellis, Oldenburg, Spoldi, Warhol).

La silloge è composta da oltre 60 opere di 57 autori, fra i quali Arman, Alighiero Boetti, Cy Twombly, Filippo de Pisis, Otto Dix, Yozo Hamaguchi, Jannis Kounellis, Markus Lüpertz, René Magritte, Giuseppe Migneco, Giorgio Morandi, Nam June Paik, Concetto Pozzati, Giuseppe Santomaso, Dolores Sella, Rik Slabbink, Daniel Spoerri, Aldo Spoldi, Emilio Tadini, Arturo Tosi, Giulietta Vezzoni Gamberini, Andy Warhol, Tom Wesselmann.

Questi tutti gli autori presenti in mostra: Arman, Mario Avati, Giovanni Barbisan, Luigi Bartolini, Guido Basso, Bill Beckley, Alighiero Boetti, Georges Braque, Gastone Breddo, Bernard Buffet, Mario Calandri, Dino Caponi, Emma Caprini, Gian Carozzi, Giuseppe Cesetti, Mauro Chessa, Guido Chiti, Cho Young Ja, Cy Twombly, Filippo de Pisis, Otto Dix, Antonio Michelangelo Faggiano, Fernando Farulli, Nicola Galante, Yozo Hamaguchi, Jannis Kounellis, Markus Lüpertz, René Magritte, Mario Marcucci, Giuseppe Martinelli, Sergio Mascaro, Fabrizio Merisi, Giuseppe Migneco, Carlo Montarsolo, Giorgio Morandi, Francesco Musante, Claes Oldenburg, Nemesio Orsatti, Nam June Paik, Concetto Pozzati, Giuseppe Rivieri, Giuseppe Santomaso, Dolores Sella, Rik Slabbink, Ardengo Soffici, Domenico Spinosa, Daniel Spoerri, Aldo Spoldi, Emilio Tadini, Orfeo Tamburi, Arturo Tosi, Pompeo Vecchiati, Giulietta Vezzoni Gamberini, Rosina Viva, Giuseppe Viviani, Andy Warhol, Tom Wesselmann.

Questo progetto rientra inoltre in un già intrapreso percorso di valorizzazione sinergica del patrimonio museale della Spezia; il CAMeC accoglie in mostra, infatti, oggetti provenienti dal Museo Civico Etnografico “Giovanni Podenzana” (e alcuni prestiti privati), proponendo una sorta di ‘glossario’ della natura morta attraverso l’accostamento di elementi che nel corso del tempo ne hanno contraddistinto l’iconografia (lo specchio, la candela, il libro, lo strumento musicale, la clessidra e molti altri) e la documentazione dei grandi temi che accompagnano il genere - la vanitas, i cinque sensi, i quattro elementi della natura -, a svelarne la complessa e criptica simbologia. Questo Focus on Still Life è curato da Cristiana Maucci in collaborazione con Anna Nancy Rozzi, conservatore del Civico Museo del Sigillo della Spezia, autrice degli illuminanti testi a corredo. 

CREDITS

Mostra promossa da
Comune della Spezia
Sindaco e Assessore alla cultura, Pierluigi Peracchini

e prodotta da
CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea
Dirigente Servizi culturali, Massimiliano Curletto

con il contributo di
Coop Liguria
Enel

mostra a cura di Eleonora Acerbi e Cinzia Compalati, con la collaborazione di Cristiana Maucci e Barbara Viale
Focus on Still LifeSimboli ed elementi nella natura morta a cura di Cristiana Maucci con la collaborazione di Anna Nancy Rozzi
progetto grafico della mostra: Publisystem, La Spezia
allestimento: Davide Bommino, Coop Zoe
traduzioni : Susan Charlton
ufficio stampa Comune La Spezia: Luca Della Torre | Tel. +39 0187 727324 | ufficiostampa@comune.sp.it

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2 febbraio / 10 ottobre 2021

 

#OTIVM

INTRA MOENIA

#OTIVM nasce alla Spezia da un’idea di Roberto Vendasi e Francesco Tassara, partendo dal desiderio di un gruppo di artisti di visitare luoghi dimenticati d’importanza storico-culturale e rielaborarne l’atmosfera attraverso la creazione di opere originali con diverse discipline. Il lemma latino otium è inteso secondo lo spirito senechiano dell’ozio contemplativo e creativo, che, libero, travalica il tempo. Nel 2016 il progetto risultò vincitore alla "Cena dei Creativi" svoltasi al CAMeC e da quel momento, gli artisti #otiosi a cui si è aggiunta la critica d'arte Francesca Giovanelli, hanno indagato le suggestioni di luoghi del territorio spezzino: il Forte di Montalbano, la valle del torrente Bettigna disseminata di mulini e la Comunitas Blaxiae con i ruderi dell’antica Chiesa di San Martino e del Castello di Coderone. Ogni visita creativa ha prodotto una pubblicazione cartacea, per un totale ad oggi di tre fanzine che raccolgono i contributi dei singoli artisti coinvolti. Alle presentazioni delle pubblicazioni (ospitate in piazza Querciola a Castelnuovo Magra, all'interno del CAMeC, negli spazi della Mediateca Regionale Ligure), si sono affiancate negli anni mostre in luoghi allestiti ad hoc nel centro storico di Sarzana (Antico Lavatoio, Palazzo Picedi e Teatro Impavidi, all'interno del “Festival Musica e Suoni”).
#OTIVM. INTRA MOENIA costituisce un’inedita retrospettiva delle opere delle edizioni finora realizzate a partire dal 2016, anno di inizio di un articolato percorso creativo, tutt’ora in azione, vissuto attraverso esperienze collettive in luoghi del territorio che conservano tracce della storia, in dialogo con la natura. Questa mostra rappresenta il ritorno “tra le mura” di suggestioni en plein air: l’incanto di luoghi fuori dal tempo si svelano nelle stanze di un museo, proprio dove concettualmente l’idea ebbe origine.
Saranno esposte le opere di Simona Albano, Marco Aliotta, Felicita Brusoni, Hans Burger J., Cosimo Cimino, Simone Conti, Gherardo Godani, Alessio Guano, Giuseppe Gusinu, Alessio Manfredi, Silvia Musso, Paolo Navalesi, Nicola Perucca, Chiara Picariello, Alfonso Pierro, Donato Pierro, Diego Savani, Danilo Sergiampietri, Jacopo Simoncini, Francesco Tassara, Roberto Vendasi, Fulvio Wetzl e una video-installazione di Francesco Tassara, Roberto Vendasi e Francesca Giovanelli.
Apertura al pubblico venerdì 21 maggio con ingresso gratuito e contingentato dalle 13.00 alle 18.00.
 

CREDITS

Mostra promossa da
Comune della Spezia
Sindaco e Assessore alla cultura, Pierluigi Peracchini

e prodotta da
CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea
Dirigente Servizi culturali, Massimiliano Curletto

con il contributo di
Coop Liguria
Enel

da un'idea di: Roberto Vendasi e Francesco Tassara
a cura di: Francesca Giovanelli
direzione del progetto: Eleonora Acerbi e Cinzia Compalati
progetto grafico: Gabriele Menconi
allestimento: Davide Bommino, Coop Zoe
traduzioni : Susan Charlton
ufficio stampa Comune La Spezia: Luca Della Torre | Tel. +39 0187 727324 | ufficiostampa@comune.sp.it

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21 maggio / 19 settembre 2021

 
 

 

La stanza del colore



 
 

 

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prossimamente

 

Opere dalle collezioni del CAMeC

 

Il CAMeC ha approntato una rinnovata selezione delle raccolte permanenti, dedicata all’attività didattica e in generale al pubblico che intenda approfondirne la conoscenza.

Le diverse quadrerie sono frutto di una scelta mirata allo stimolo creativo, cognitivo e ludico dell’utenza in età evolutiva e ad un tempo intendono offrire a tutto il pubblico più digressioni in diversi ambiti tematici e linguistici.

Di seguito i nuclei di opere, dislocati in diverse zone del museo ed esposti a rotazione:

La natura morta. Il cibo nell’arte
Si tratta di una piccola digressione intorno ad uno dei territori più perlustrati dall’arte figurativa – diffusamente dal XVII secolo, con l’avvento della natura morta come genere, ma anche in precedenza, fin dall’antichità. La natura morta nell’arte contemporanea incontra molte e discordanti chiavi di interpretazione, riconducibili all’ambito di interesse dei singoli autori. In questa piccola silloge si passa dalla virtuosa verosimiglianza alla dissacrazione pop, attraversando altre rivisitazioni da parte di grandi artisti del Novecento.
Autori: Felice Carena, Bruno Cassinari, Filippo de Pisis, Giovanna Guerri, Giuseppe Martinelli, Francesco Musante, Giuseppe Rivieri, Concetto Pozzati, Marco Rindori, Rilk Slabbink, Daniel Spoerri, Andy Warhol.

Small size. Piccoli capolavori dalle collezioni del CAMeC
La piccola dimensione rappresenta un terreno particolarmente interessante per l’artista, che condensa o sviluppa in poco spazio l’idea o l’intenzione, la pensa come punto di partenza o di arrivo nel processo creativo; è un cimento, un prediletto banco di prova per molti autori, affrontato con modalità le più varie alla ricerca dell’efficacia della composizione, dell’equilibrio della materia; è, spesso, un tratto distintivo della raccolta collezionistica: La mia collezione di piccolissimi quadri? Un’ossessione, una bella mania. Cammino per la casa e mi sembra di vivere in un museo tutto mio (Cesare Zavattini, 1963).
Autori: Arman, Jean Dubuffet, Keith Haring, Zoltán Kemény, Gianluca Lerici (prof. Bad Trip), Robert Mangold, Diet Sayler.

Il paesaggio, la città, la casa
Questa selezione di opere si concentra su un argomento di stringente attualità –l’ambiente e la sua relazione con l’uomo – e pone a confronto differenti rappresentazioni e interpretazioni del paesaggio campestre e urbano, spingendosi fino alla visione della casa e dello spazio domestico.
Autori: Manlio Argenti, Bernd e Hilla Becher, Alberto Burri, Emmanuele Coltellacci, Gilbert & George, Jonathan Guaitamacchi, Pompilio Mandelli, Luca Matti, Carlo Montarsolo, Gordon Matta Clark, Mattia Moreni, Dennis Oppenheim, Maria Tacchini, George Tatge, Edwin Zwakman.

“Arte da favola”
In questo caso la raccolta di dipinti è strettamente legata ai contenuti del laboratorio dal titolo Arte da favola: il confronto con l’opera d’arte può essere sorprendente, magico ed emozionante; i bambini, e non solo, incontreranno stimoli per l’immaginazione e la fantasia; paesaggi surreali, visioni oniriche, personaggi e creature fiabeschi durante il workshop solleciteranno gli utenti nella creazione della loro personale favola illustrata.
Autori: Mirko Baricchi, Claudio Cargiolli, Salvatore Fiume, Graziano Guiso, Francesco Musante, Nicola Perucca, Antonio Possenti.

Segno, colore, forma
L’astrazione geometrica
L’astrazione lirico-informale
Questa raccolta invita all’incontro con la pittura astratta proponendosi come guida alla lettura e come esemplare florilegio, articolato in alcune delle sue fondamentali declinazioni linguistiche. Le opere qui riunite si offrono quali autorevoli documenti per la conoscenza di alcuni stilemi (il segno, il gesto, il rinnovato impiego del colore, la cura e l’invenzione della forma, la riformulazione del vocabolario dell’arte) e rappresentano una fonte diretta per lo svolgimento dell’attività laboratoriale in programma.
Autori: Ferdinando Acerbi, Giuseppe Ajmone, Karel Appel, Claude Bellegarde, Max Bill, Enzo Brunori, Margherita Carena, Marco Casentini, Roberto Crippa, Piero Dorazio, Jean Fautrier, A. R. Penck, Romano Rizzato, Filippo Scroppo, Francisco Sobrino.

 

La selezione può subire variazioni per esigenze di allestimento.