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Mostre in corso


MONDINO a colori. La pittura dagli esordi al linoleum

Il CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea presenta, dal 30 marzo al 22 settembre 2019, “Mondino a colori. La pittura dagli esordi al linoleum”, retrospettiva che ripercorre l’intera produzione pittorica di Aldo Mondino.

Promossa dal Comune della Spezia e prodotta dal CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea, su progetto scientifico dell’Archivio Aldo Mondino, la mostra è inaugurata venerdì 29 marzo alle ore 18.00.

L’esposizione si propone quale ideale contrappunto della mostra “Aldo Mondino scultore” (Pietrasanta, 2010) indagando – proprio nella città che ha ospitato Il Premio del Golfo, uno dei più importanti premi di pittura del Novecento – questo medium, per così dire, ‘naturale’ e precipuo della Spezia.

Aldo Mondino ha sempre pensato e vissuto da pittore. La sua ‘miopia’ nei confronti del dato reale è diventata, negli anni, uno strumento per conoscere il mondo a proprio modo, senza eternarsi in uno stile ripetitivo. Con lui, già all’inizio degli anni Sessanta, si sono superate le barriere tra pittura e concettuale, tanto che nessuno è mai riuscito a chiudere il suo lavoro in una precisa definizione.

Nel periodo della formazione, tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta, in piena crisi dell’Informale, il giovane Mondino aderisce ad un Surrealismo gestuale, frenetico e popolato di segni e immagini che richiamano le opere di Matta, Lam e Tancredi. Studia incisione a Parigi da Stanley William Hayter, nel cui atelier lavoravano anche Picasso, Chagall, Giacometti, Pollock e molti altri grandi artisti dell’epoca. Approfondisce in seguito il mosaico con Severini perché la tecnica per lui è una regola da conoscere e poi reinventare con soluzioni originali. L’idea della grafica che si fa pittura e viceversa lo conduce negli anni ad un percorso unico nel suo genere. Non vuole annullare la pittura, la vuole riscattare, anche se ne comprende la crisi postInformale. Nel milieu artistico del tempo, cerca di comprendere le molteplici direzioni che si aprono ai cambiamenti sociali, economici e culturali di quegli anni veloci e affollati di uomini e idee.

Al CAMeC sono presentati circa trenta lavori su tela, carta e linoleum realizzati dal 1961 al 2000, tutti provenienti dall’Archivio Aldo Mondino e da un selezionato gruppo di prestatori. Dai dipinti degli esordi, passando per i “Quadri a quadretti” e le finte incisioni, si giunge ai linoleum, che hanno reso l’artista popolare anche presso il grande pubblico. La comparsa di questo supporto, negli anni Ottanta, deriva da una vera e propria ossessione per l’universo della grafica, legata all’idea del colore e del segno pittorico. Il linoleum, materiale importantissimo per le tecniche incisorie, viene adoperato come supporto per alcune serie di quadri famosi come i “Dervisci” o gli “Ebrei”. Oltre al gioco di parole insito nell’etimologia stessa del termine linoleum (olio di lino/olio su lino), Mondino era affascinato anche dalla grande varietà dei colori e delle texture appartenenti ad un materiale semplice e industriale, come lo era del resto anche l’Eraclit, il legno ‘povero’ dei cantieri, su cui dipinse i suoi altrettanto celebri “Tappeti”. Il percorso espositivo comprende anche un’opera delle collezioni del CAMeC: Longships, 1980 circa, tecnica mista su tela, cm. 25x35, collezione Cozzani.

In occasione della mostra sarà disponibile presso il bookshop il primo volume del Catalogo Generale dedicato al lavoro di Aldo Mondino (Allemandi, 2017) con testi di autorevoli studiosi e critici dell’opera dell’autore e con la riproduzione fotografica di oltre 1600 opere archiviate.

Aldo Mondino è nato a Torino nel 1938, dove è morto nel 2005. Nel 1959 si trasferisce a Parigi, dove frequenta l’atelier di William Hayter, l’Ecole du Louvre e il corso di mosaico dell’Accademia di Belle Arti con Severini e Licata. Nel 1960, rientrato in Italia, inizia la sua attività espositiva alla Galleria L’Immagine di Torino (1961) e alla Galleria Alfa di Venezia (1962). L’incontro con Gian Enzo Sperone, direttore della Galleria Il Punto, risulta fondamentale per la sua carriera artistica, con un sodalizio con l’Archivio tuttora esistente. Importanti personali vengono presentate anche presso la Galleria Stein di Torino, lo Studio Marconi di Milano, la Galleria La Salita di Roma, la Galleria Paludetto di Torino e la Isabella Bortolozzi Gallery di Berlino. Tra le principali mostre si ricordano le due partecipazioni alle Biennali di Venezia del 1976 e del 1993, le personali al Museumfur Moderne Kunst - Palais Lichtenstein di Vienna (1991), al Suthanamet Museo Topkapi di Istanbul (1992, 1996), al Museo Ebraico di Bologna (1995), alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Trento (2000). Le sue opere appartengono alle collezioni permanenti dei più importanti musei nazionali ed internazionali e a numerose collezioni private.

 

CREDITS

Mostra promossa da

 

Comune della Spezia
Sindaco e Assessore alla cultura, Pierluigi Peracchini

 

 

e prodotta da

 

CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea
Direttore Musei e Servizi culturali, Marzia Ratti

 

con il progetto scientifico di
Archivio Aldo Mondino, Milano

con il contributo di
Enel, Coop Liguria

 

INFORMAZIONI e CONTATTI

Titolo: Mondino a colori. La pittura dagli esordi al linoleum
Progetto scientifico: Archivio Aldo Mondino
Comitato tecnico e organizzatore: Eleonora Acerbi, Cinzia Compalati, Antonio Mondino, Marzia Ratti
Inaugurazione: 29 marzo 2019, ore 18.00

COMUNICAZIONE

Ufficio stampa Comune La Spezia: Luca Della Torre | Tel. +39 0187 727324 | ufficiostampa@comune.sp.it
CSArt – Comunicazione per l’Arte: Chiara Serri | Tel. +39 0522 1715142 | Cell. +39 348 7025100 | info@csart.it| www.csart.it

 
 

 

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30 marzo / 22 settembre 2019


 

Da Vedova a Vedova

L'opera grafica di Emilio Vedova della collezione Albicocco

a cura di Roberto Budassi e Marzia Ratti

Un omaggio a Emilio Vedova - grande maestro dell’Informale italiano – nell’approssimarsi del centenario della sua nascita.

Sono esposte oltresettanta opere grafiche provenienti dalla collezione Albicocco, storica stamperia d’arte udinese con la quale Vedova intrattenne frequenti e operose collaborazioni a partire dal 1979 fino al 2006, anno della sua scomparsa.
Come scrive Roberto Budassi: L’estrema genesi dell’opera grafica avviene tutta nel segreto di una stamperia. E’ un dato di fatto acquisito, consolidato nella tradizione e dalla storia. E’ in stamperia che la matrice incontra il foglio e l’abile mano dello stampatore si misura con l’estro creativo dell’artista.
La vasta e significativa opera grafica di Emilio Vedova, avviata sin dagli anni Cinquanta, è componente espressiva fondamentale dell’artista. È costituita soprattutto da acqueforti e acquetinte, che sostengono con grande intensità l’esplosione dei suoi segni neri. La collaborazione con Corrado Albicocco risale al 1979 all’interno della stamperia AS di Albicocco e Santini in viale Volontari della Libertà a Udine. Procede negli anni Ottanta negli spazi di via Gemona 100 e si precisa nella Stamperia d’arte Albicocco in via Ermes di Colloredo, dove Vedova realizza diversi brani incisori e partecipa a preziosi libri d’artista come Frammenti, con cinque acqueforti e acquetinte e L’angelo di Vedova, con testo di Massimo Cacciari, editi per le dizioni del Tavolo Rosso. Il proficuo sodalizio culmina nel 2002 quando la stamperia udinese dedica un’esposizione monografica al lavoro incisorio dell’artista. Corrado Albicocco conserva limpidi ricordi di quel lungo e intenso periodo: Emilio aveva sparso per lo studio tutte le prove di stampa, mi spiegava con entusiasmo che non gli avevo mai visto che quello che avevamo realizzato assieme era tutto ciò che aveva desiderato, neri profondi e vellutati, bianchi non gessosi e grigi incredibili; erano nati gli “OLTRE”, per me il ciclo più importante e potente di tutta la sua produzione. E mi disse con un candore quasi disarmante “magari riuscissi a fare in pittura quello che siamo riusciti a fare in incisione”.
Arricchiscono l’esposizione alcune opere appartenenti sia alla collezione Cozzani che alla collezione Premio del Golfo del CAMeC, che testimoniano il legame che l’autore tenne con la città della Spezia, culminato proprio nel 1954 anno in cui l’opera Le viedel mondo vinse il premio-acquisto messo a disposizione dal Ministero della Pubblica Istruzione. Anche la grafica Immagine del nostro tempo (1962), della stessa raccolta, fu premiata nell’edizione del 1963. Essa è strettamente legata alla nascita del museo d’arte contemporanea, come risulta da una scritta autografa posta sul retro, dalla quale si evince che essa era stata destinata dall’artista all’ancora da venire “galleria della Spezia”.

Catalogo Silvana editoriale con testi di studio di Roberto Budassi, Marzia Ratti, Eleonora Acerbi e una testimonianza inedita di Corrado Albicocco.

 

EMILIO VEDOVA
Venezia, 9 agosto 1919–25 ottobre 2006

Autodidatta, si oppone al neorealismo passando attraverso diverse esperienze figurative, tra cui l’Espressionismo del gruppo Corrente, a cui aderisce nel 1942. Nel 1944-’45 partecipa alla Resistenza. Nel dopoguerra è fra i protagonisti della Nuova Secessione poi divenuta Fronte Nuovo delle Arti. Con questo gruppo partecipa, nel 1948, alla Biennale di Venezia. Nel 1950 entra a far parte del Gruppo degli Otto di Lionello Venturi. Negli anni Cinquanta approda all’Informale. Inizia l’attività grafica nel 1958. Espone a Roma, a Kassel e ad Amsterdam, New York, Washington. Negli anni Cinquanta, inoltre, realizza i primi Plurimi; nel 1962-’63: opere – sculture – architetture che si articolano nell’ambiente espositivo. Dal 1965 al ’67 lavora al grande Spazio – plurimo – luce, all’EXPO di Montrèal. Negli anni 1965 – ’66 e Ottanta tiene conferenze in molte Accademie di belle arti e istituzioni culturali negli Stati Uniti e in Messico. Insegna alla Sommerakademie di Salisburgo nel periodo 1965 – 1969. Dal 1975 al 1986 è docente all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Dall’intenso rapporto di amicizia con il musicista Luigi Nono nascono opere come Intolleranza ’60, per la quale ha realizzato scenografie e costumi, e Prometeo (1984), che si è avvalsa dei suoi “interventi – luce” inseriti nella struttura lignea progettata da Renzo Piano. Con la sua presenza ha segnato la Biennale di Venezia (Gran premio per la pittura nel 1960 e premio alla carriera nel 1997) e la rassegna di Kassel “(D) Documenta”, alla quale ha preso parte quattro volte.
La sua opera grafica, condotta con intensità dal 1958, è estremamente vasta e si compone soprattutto di incisioni, perlopiù stampate dalla stampatore Corrado Albicocco, dove si esprime con grande intensità l’esplosione dei suoi segni in nero.
Emilio Vedova è morto a Venezia nel 2006 all’età di 87 anni, a poco più di un mese dalla scomparsa della moglie Annabianca.

 

STAMPERIA D’ARTE ALBICOCCO
La Stamperia d’arte Albicocco/Santini nasce nel 1974 a Udine ad opera di Corrado Albicocco e Federico Santini.
Specializzata nella stampa d’arte calcografica, la stamperia A/S ha lavorato per numerosi artisti di fama internazionale, tra i quali Piero Dorazio,JiříKolář,Giuseppe Santomaso, Emilio Vedovae Giuseppe Zigaina.
Nel 1994 Corrado Albicocco lascia la A/S per aprire la Stamperia d’arte Albicocco, sempre ad Udine. In quegli anni nasce il sodalizio tra Albicocco e numerosi artisti di successivegenerazioni, che apporteranno al mondo della grafica nuova linfa e vitalità. Si affacciano nella stamperia udinese autori delle officine milanesi e romane, oltre ad altri di diversa provenienza, scuola e poetica: Albicocco collabora con autori come Giovanni Frangi, Marco Petrus, Luca Pignatelli, Velasco, Piero Pizzi Cannella, Marco Tirelli, Bruno Ceccobelli, Nunzio, Stefano Di Stasio, Klaus Karl Mehrkens, Matteo Massagrande.
Lavora inoltre con Carla Accardi, KengiroAzuma, Gianfranco Ferroni, MersadBerber, Sandro Chia, Peter Halley, Irwin, Živko Marušič, Vettor Pisani, Ercole Pignatelli, Giancarlo Vitali, David Tremlett, Albert Merz.
L’attività culturale della Stamperia d’arte Albicocco vede nel 2013 il riconoscimento della Regione Friuli Venezia Giulia,che patrocina a Villa Manin un omaggio al laboratorio udinese: nell’Esedra di Levante oltre 200 incisioni di 60 artisti testimoniano la portata dell’impegno della stamperia, lavoro documentato e scientificamente sostenuto dall’ampio catalogo pubblicato per l’occasione. Nel 2014 il Comune di Maniago produce un’antologica sull’attività della stamperia; nell’estate 2015 sarà invece il Comune di Urbino a voler dedicare gli spazi della DATA per un’altra mostra antologica. Nel novembre 2015 è la volta del Comune di Pordenone con la mostra Impressione Astratta, dedicata alla Stamperia d’arte Albicocco; questa importante esposizione, in corso presso gli spazi della Galleria d’arte Moderna e Contemporanea “Armando Pizzinato”, ha come protagonista l’arte astratta nella grafica. L’anno successivo, nel medesimo spazio espositivo, viene presentata la mostra Filando i remi,dedicata ai libri d’artista realizzati ed editi dalla Stamperia d’arte Albicocco in collaborazione con le Industrie Electrolux Zanussi. Nel 2016 la Stamperia ha terminato un importante lavoro con il maestro dell’Arte Povera Jannis Kounellis, che consta in dodici incisioni al carborundum, presentate nel dicembre 2017 all’Istituto Centrale per la Grafica di Roma in collaborazione con Bruno Corà e l’Archivio Kounellis.

 

CREDITS

Mostra promossa da

 

Comune della Spezia
Sindaco, Pierluigi Peracchini
Assessore alla Cultura, Paolo Asti

 

e prodotta da

 

CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea
Direttore Musei e Servizi culturali, Marzia Ratti

 

con il contributo di
Enel, Coop Liguria, Cora's

INFORMAZIONI e CONTATTI
Testi di studio in catalogo di: Roberto Budassi, Marzia Ratti, Eleonora Acerbi; testimonianza inedita di Corrado AlbicoccoCoordinamento tecnico-scientifico: Eleonora Acerbi, Cinzia Compalati, Cristiana Maucci
Progettazione grafica: Sarah Fontana
Conferenza stampa: 6 dicembre 2018 ore 12.00
Inaugurazione
: 7 dicembre 2018 ore 18.00 

 

COMUNICAZIONE
Ufficio stampa Comune La Spezia: Luca Della Torre | Tel. +39 0187 727324 | ufficiostampa@comune.sp.it

 

 

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8 dicembre 2018/2 giugno 2019

 

Aidyn Zeinalov. My way to Italy. Una storia alla Spezia

   

 

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28 aprile/ 22 settembre 2019


 

 

Opere dalle collezioni del CAMeC

 

Il CAMeC ha approntato una rinnovata selezione delle raccolte permanenti, dedicata all’attività didattica e in generale al pubblico che intenda approfondirne la conoscenza.
Le diverse quadrerie sono frutto di una scelta mirata allo stimolo creativo, cognitivo e ludico dell’utenza in età evolutiva e ad un tempo intendono offrire a tutto il pubblico più digressioni in diversi ambiti tematici e linguistici.

Di seguito i nuclei di opere, dislocati in diverse zone del museo.

La natura morta. Il cibo nell’arte
Si tratta di una piccola digressione intorno ad uno dei territori più perlustrati dall’arte figurativa –diffusamente dal XVII secolo, con l’avvento della natura morta come genere, ma anche in precedenza, fin dall’antichità. La natura morta nell’arte contemporanea incontra molte e discordanti chiavi di interpretazione, riconducibili all’ambito di interesse dei singoli autori. In questa piccola silloge si passa dalla virtuosa verosimiglianza alla dissacrazione pop, attraversando altre rivisitazioni da parte di grandi artisti del Novecento.
Autori: Felice Carena, Bruno Cassinari, Filippo de Pisis, Giovanna Guerri, Giuseppe Martinelli, Francesco Musante, Giuseppe Rivieri, Concetto Pozzati, Marco Rindori, Rilk Slabbink, Daniel Spoerri, Andy Warhol.

Small size. Piccoli capolavori dalle collezioni del CAMeC
La piccola dimensione rappresenta un terreno particolarmente interessante per l’artista, che condensa o sviluppa in poco spazio l’idea o l’intenzione, la pensa come punto di partenza o di arrivo nel processo creativo; è un cimento, un prediletto banco di prova per molti autori, affrontato con modalità le più varie alla ricerca dell’efficacia della composizione, dell’equilibrio della materia; è, spesso, un tratto distintivo della raccolta collezionistica: La mia collezione di piccolissimi quadri? Un’ossessione, una bella mania. Cammino per la casa e mi sembra di vivere in un museo tutto mio (Cesare Zavattini, 1963).
Autori: Arman, Jean Dubuffet, Keith Haring, Zoltán Kemény, Gianluca Lerici (prof. Bad Trip), Robert Mangold, Diet Sayler.

Il paesaggio, la città, la casa
Questa selezione di opere si concentra su un argomento di stringente attualità –l’ambiente e la sua relazione con l’uomo– e pone a confronto differenti rappresentazioni e interpretazioni del paesaggio campestre e urbano, spingendosi fino alla visione della casa e dello spazio domestico.
Autori: Manlio Argenti, Bernd e Hilla Becher, Alberto Burri, Emmanuele Coltellacci, Gilbert & George, Jonathan Guaitamacchi, Pompilio Mandelli, Luca Matti, Carlo Montarsolo, Gordon Matta Clark, Mattia Moreni, Dennis Oppenheim, Maria Tacchini, George Tatge, Edwin Zwakman.

“Arte da favola”
In questo caso la raccolta di dipinti è strettamente legata ai contenuti del laboratorio dal titolo Arte da favola: il confronto con l’opera d’arte può essere sorprendente, magico ed emozionante; i bambini, e non solo, incontreranno stimoli per l’immaginazione e la fantasia; paesaggi surreali, visioni oniriche, personaggi e creature fiabeschi durante il workshop solleciteranno gli utenti nella creazione della loro personale favola illustrata.
Autori: Mirko Baricchi, Claudio Cargiolli, Salvatore Fiume, Graziano Guiso, Francesco Musante, Nicola Perucca, Antonio Possenti.

Segno, colore, forma
L’astrazione geometrica
L’astrazione lirico-informale
Questa raccolta invita all’incontro con la pittura astratta proponendosi come guida alla lettura e come esemplare florilegio, articolato in alcune delle sue fondamentali declinazioni linguistiche. Le opere qui riunite si offrono quali autorevoli documenti per la conoscenza di alcuni stilemi (il segno, il gesto, il rinnovato impiego del colore, la cura e l’invenzione della forma, la riformulazione del vocabolario dell’arte) e rappresentano una fonte diretta per lo svolgimento dell’attività laboratoriale in programma.
Autori: Ferdinando Acerbi, Giuseppe Ajmone, Karel Appel, Claude Bellegarde, Max Bill, Enzo Brunori, Margherita Carena, Marco Casentini, Roberto Crippa, Piero Dorazio, Jean Fautrier, A. R. Penck, Romano Rizzato, Filippo Scroppo, Francisco Sobrino.

 

 

La selezione può subire variazioni per esigenze di allestimento.